EVERYONE in Italy thinks that Amanda Knox is guilty. EVERYONE in the US thinks she’s innocent
We all think that we have our own opinions but really we just buy whatever story we are fed with
(Fonte: palbi)
We all think that we have our own opinions but really we just buy whatever story we are fed with
(Fonte: palbi)
Oh ma voi lo sapevate che Elisabetta Canalis quest’anno e’ nel cast di Dancing With the Stars (che sarebbe il Ballando con le Stelle made in Ammerica) ?
Io che modestamente sto raggiungendo nuovi livelli di stordimento l’ho scoperto oggi…con l’aggravante che la mia fonte non e’ americana ma il blog di tuttofamedia.
Cmq, mi sono documentato e pare che la Elisabettona nazionale ce la stia mettendo tutta per renderci orgogliosi
Prestazione da far accapponare la pelle: Elisabetta Canalis
L’unica ragione per cui l’America ha sentito parlare della presentatrice e modella italiana è per la sua relazione con un certo George Clooney. Per andare avanti nella competizione Elisabetta punta sul sex appeal e giustamente la sua prova e’ cominciata con un letto sul palco. Indossando un vestitino che copriva il minimo indispensabile, ha sballottato un po’ quello che la mamma le ha dato e per il resto e’ stato praticamente un disastro. Poi ha dato la colpa alla barriera linguistica…perché, si sa, si balla con le parole.
NdP (Nota di Palbi): ussignur di puarecch
La scorsa settimana ho fatto un paio di incontri ravvicinati con immigrati italiani di vario tipo.
Il primo incontro e’ avvenuto giovedi’ al consolato dove mi sono dovuto recare per ottenere una procura. Non vale la pensa di dilungarsi sulle infinite e misteriose logiche della burocrazia italiana ne’ sul perche’ la via piu’ breve tra 2 punti debba essere per forza l’arabesco che tanto ci ho dedicato gia’ fin troppi post. Ai fini di questo racconto vi basta sapere che per ottenere questo documento mi servivano 2 testimoni, rigorosamente italiani, di fronte ai quali firmare. L’impiegata del consolato mi dice di non stare a portarmi dietro nessuno che tanto 2 buonanime che si prestano a farmi un favore le trovo senza problemi in sala d’attesa. E infatti, con la faccia di tolla che occorre avere in queste situazioni e che a me non ha mai fatto difetto, in sala d’attesa recluto 2 validi esponenti della categoria immigrati del primo tipo (o di prima generazione). Due signori sulla sessantina, uno di Napoli,l’altro di Palermo con una storia simile: partiti dall’Italia che non avevano neanche 20 anni, senza un soldo in tasca, senza conoscere una parola d’inglese e con segnato su un foglio di carta l’indirizzo di un lontano parente o di un amico di un amico di un amico. Uno non torna in Italia da 25 anni, l’altro forse da addirittura piu’ tempo e parla una lingua che e’ uno spasso perche’ l’italiano ormai se l’e’ quasi dimenticato e l’inglese non l’ha mai imparato davvero. Sono arrivati qui, si sono fatti un mazzo tanto facendo lavori manuali e si sono costruiti un famiglia ed un futuro. Adesso sono entrambi in pensione ed erano al consolato per rinnovare i passaporti (scaduti dagli anni 80) in vista dell’agognato viaggio in Italia…il primo insieme ai figli ed ai nipotini.
Il secondo incontro e’ avvenuto domenica a Williamsburg dove, come ogni anno a luglio, si teneva la tradizionale Festa del Giglio: manifestazione delle piu’ tamarre in cui frotte di famiglie di immigrati del secondo tipo (o di seconda generazione) si riversano per le strade di Brooklyn a cantare, ballare, bere vino e mangiare le brasciole (rigorosamente con la s). Il momento centrale della festa arriva quando un gruppo di giovanotti (dai 18 ai 70 anni) si prende sulle spalle un perticone alto 20m e pesante 1 tonnellata con in cima la madonna del Carmelo e san Paolino mentre la banda suona e il prete si rivolge alla folla in visibilio al grido equivoco di “Viva la maria”.
Devo essere onesto, io con questi signori baffuti che indossano la canottierozza bianca, queste casalinghe permanentate cariche d’oro e questi ragazzi iperpalestrati e col capello super ingellato non riesco a sentire una grande affinita’. Sembrano un po’ la caricatura di un ricordo che, invece di essere sbiadito in alcuni punti come i ricordi dovrebbero essere, e’ ricalcato in maniera grossolana. O forse e’ solo che ci ricordano in modo ingenuo e senza filtri alcuni aspetti di quello che significa essere italiani che noi preferiamo, se non proprio nascondere, almeno temperare.
Questi incontri mi hanno inevitabilmente portato a pensare a noi che siamo immigrati del terzo tipo. Formalmente di prima generazione ma con una storia completamente diversa da quella dei 2 signori incontrati al consolato. Venuti in America a cercare la realizzazione professionale, uno zero in piu’ nello stipendio, inseguire un amore o semplicemente per sfizio e voglia di avventura. C’e’ meno coraggio e piu’ frivolezza nelle nostre storie. Non che sia tutto rose e fiori, non che la strada sia sempre spianata, non che non ci siano anche per noi rinunce e sacrifici. Ma non e’ neanche che sia cosi’ dura alla fine.
Lidia Bastianich e’ uno di quei personaggi che in America hanno trovato l’America
Volto simbolo della cucina italiana negli Stati Uniti, questa signorotta di 60 anni e’ al timone di un impero forte di decine di ristoranti (tra cui l’intramontabile Felidia e l’opulento Del Posto nel Meat Packing), libri di ricette, programmi televisivi campioni d’ascolto, linee di prodotti col suo bel faccione sull’etichetta e piu’ recentemente (assieme a Mario Batali) la nuova avventura imprenditoriale di Eataly che, a quasi un anno dal lancio, continua a registrare file interminabili e tutto esaurito.
A me personalmente mi ispira abbastanza simpatia per almeno 3 motivi
E poi cazzo, se ce l’ha fatta la Lidia nella vita, ce la possiamo fare tutti !

L’americano medio per un coupon non dico che si venderebbe la madre…ma una zia o una cugina senz’altro. Non so bene cosa gli scatti in quelle loro testoline belle ma, fatto sta, che quando annusano uno sconto perdono la trebisonda.
E’ cominciato tutto con Groupon un paio di anni fa ma ultimamente quello che si sta superando e, un giorno si’ e l’altro no, provoca autentici casi di isteria collettiva e’ Living Social.
Per esempio la settimana scorsa c’era quest’offerta per fare la pausa pranzo a $1. Funzionava che la mattina ti dovevi comprare con $1 un coupon del valore di $15 per poi usarlo il giorno stesso tra mezzogiorno e le 2 in uno dei millemila locali convenzionati. A me, sinceramente, lo sbatti di comprarti il coupon di corsa la mattina e la prospettiva di farti mezz’ora di coda in mezzo a un’orda di maniaci degli sconti non e’ che mi rendesse estatico ma devo ammettere che si trattava di un bel risparmio e di un’iniziativa carina per pranzare in un posto diverso dal solito una volta ogni tanto e quindi il coupon me lo sono preso. Pero’ vi posso testimoniare di persone solitamente normali che accecate dalla couponidigia se ne sono voluti comprare addirittura 2 di pacchetti e hanno tentato di mangiare 2 volte quel giorno. Se poi ci siano riusciti non lo so…e, considerando le code, dubito. Ma gia’ il fatto che ci abbiano provato vi da’ un’idea dei livelli di follia raggiunti.
Oppure c’era quell’altro deal della Fandango per i 2 biglietti del cinema a $9. Obiettivamente un altro bell’affare perche’ con quello che costano i biglietti al giorno d’oggi il cinema ormai si avvia a diventare uno stravizio per persone facoltose. Un italiano prima di comprarselo, pero’, un minimo di sforzo per controllare se nelle sale c’e’ un film che almeno vagamente lo sconfinfera mediamente lo fa. Questi invece tutti diretti a comprare perche’ - cacchio - e’ uno sconto del 60%. Che poi quel 60% siano $15 e non $500 e che sicuramente ce li lascerai giu’ con gli interessi tra popcorn formato elefante, litro e mezzo di coca-cola e orsetti frizzantini (per poi magari anche vederti un film di cui non te ne fregava un piffero) e’ un pensiero che non sembra neanche sfiorarli.
Ma il vero motivo per cui questi siti ultimamente mi stanno facendo cascare le balle (e Living Social piu’ di tutti) e’ che accanto agli sconti hanno introdotto tutta una serie di schemi a piramide in base ai quali se te convinci 3 o 4 amici ad acquistare il pacchetto a te poi lo danno gratis. Questi che gia’ per lo sconto perdono la testa, figuratevi cosa sono disposti a fare se hanno la prospettiva del biglietto gratis. Ormai si e’ costretti a vivere nel sospetto che non sai piu’ se ti parlano sinceramente o se stai per diventare la pedina di un improvvisato Ponzi scheme. Ogni volta che qualcuno ti skypa per dirti che lo spettacolo x e’ una figata o che al ristorante y si mangia troppo bene tocca mantenere il giudizio in sospeso finche’ hai verificato se ti hanno mandato un link civetta per avere loro i crediti. Che poi, onestamente, dopo che te ne accorgi non sai neanche bene cosa dirgli , cioe’ li spernacchi o fai spallucce?
‘na vitaccia insomma ! Per dire, cosa pensereste voi se scopriste che i link che ho inserito in questo post in realta’ sono solo un trucco per beccarmi un coupon gratis ?
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