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Oggi e’ il mercoledi’ delle ceneri e i cristiani americani se ne vanno per strada cosi’: un po’ bestie di satana, un po’ spazzacamino

In related news, tra 40 giorni e’ Pasqua. Voi che fate di bello?
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Presidents Day e’ la piu’ inutile di tutte le feste americane.
Si celebra il terzo lunedi’ di febbraio piu’ o meno in corrispondenza del compleanno di George Washington, primo presidente dell’unione.
Niente fuochi d’artificio, niente tacchini ripieni, niente dolcetti o scherzetti. Unica tradizione degna di nota (e non faccio mica per ridere) e’ che ci sono le svendite delle auto (sigh!).
Detto questo, io il week-end di 3 giorni me lo metto in saccoccia volentieri
Ogni anno verso la meta’ dicembre in Italia si ripete un identico rituale. Dalle Alpi agli Appennini (dal Manzanarre al Reno) stuoli di italici impiegati si precipitano di corsa a casa stringendo in mano il calendarietto regalatogli dalla filiale della banca e, come in preda a un raptus, cominciano a sfogliarlo febbrilmente alla ricerca delle feste comandate sperando che la fortuna gliela mandi buona e quest’anno ci siano quanti piu’ ponti possibile. C’e’ chi e’ pronto a dare un rene per un primo maggio di giovedi’ da trasformare in 4gg al mare e chi non si farebbe scrupoli a vendere la madre per un’Immacolata di mercoledi’ che, specie a Milano abbinata a Sant’Ambrogio, e’ garanzia di 5gg sugli sci.
Perche’, si sa, a noi italiani ci piacciono le sorprese che se no ci si annoia. E anche se dovesse dirti male e quest’anno di ponti non ce ne dovessero essere, in fondo, va bene lo stesso perche’ siamo anche gente fatalista e, quando ci tocca, si porta pazienza e non ci si ingrugna piu’ di tanto.
Gli americani che, invece, quando si tratta di fare un calendario sono razza superiore, il problema l’hanno risolto a priori tanto che il ponte per loro non e’ una fortunata coincidenza ma una logica istituzione. Guardate al calendario delle feste di quest’anno per esempio. Quando cade Memorial Day? Lunedi’ 28 maggio. E se il 28 maggio era martedi’? Andava bene uguale, perche’ in quel caso il Memorial Day l’avrebbero festeggiato il 27. Idem con il President Day o con Thanksgiving che ogni anno si festeggia di giovedi’, di modo da poterci attaccare il venerdi’ dei saldi e il week-end lungo dove ci si riprende dagli eccessi alimentari.
Comodo no? Poi va beh, c’e’ anche chi dopo 4 anni non ha ancora imparato la lezione e solo domenica si e’ reso che il lunedi’ c’era il ponte del MLK Day…ma quello sarebbe un argomento per un altro tipo di post.
Questo sito ha aperto i battenti un paio di settimane fa ed e’ la risposta italiana a We are the 99% , un blog che, con oltre un migliaio di submission all’attivo, e’ diventato uno dei simboli di quel movimento di protesta a cui stanno dando voce i manifestanti di Occupy Wall St.
Chiarisco subito che a me il movimento sta simpatico e che, sebbene c’abbia un’anima populista e sia completamente privo di un’agenda spendibile, trovo rinfrancante che anche in questo paese ci sia finalmente un risveglio della coscienza politica. Per non parlare dell’ammirazione che ho per le modalita’ civilissime della protesta (tanto per darvi un’idea sabato ho incrociato un corteo giu’ a soho e non c’e’ stato neanche bisogno di chiudere le strade al traffico perche’ questi si erano diligentemente messi in fila per 2 sui marciapiedi).
Ma la simpatia nel mio caso va a braccetto con un po’ d’inquietudine.
Sono sincero, quando leggo i cartelli di protesta del Noi siamo il 99% italiano mi entrano da una parte ed escono dall’altra. Non perche’ le argomentazioni non siano valide o perche’ i problemi non siano gravi ma perche’ sono le stesse identiche cose che diciamo ogni santo giorno da 20 anni. Roba che mi ricorda le vecchie puntate di Samarcanda e adesso io non vi so dire esattamente quando andava in onda Samarcanda ma sara’ stato tipo il 1986, no? Il lavoro non c’e’, si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, piove governo ladro ! Non lo dico con sprezzo eh, ma siamo onesti, questa e’ la minestra che si mangia in Italia da quando ho memoria del mondo.
Quando leggo le stesse cose sul We are the 99% americano, invece, mi cago un po’ sotto. Perche’ un americano che ti dice che fa parte del 99% sta ammettendo che non ci spera neanche piu’ di poter entrare a far parte dell’1%. E la speranza di diventare l’1% e’ la cosa che ha tenuto in piedi questo paese negli ultimi 100 anni ! Si puo’ discutere finche’ volete se l’American Dream e’ un’ideologia che serve solo a mettere il fumo negli occhi alla gente oppure e’ la promessa reale di un futuro migliore ma la cosa che e’ sicura come l’oro e’ che e’ stato l’ingrediente segreto del successo economico americano.
La colpa di Wall St.in questi ultimi anni non e’ quella di aver bruciato miliardi di dollari, arricchito quelli che erano gia’ ricchi, mandato sul lastrico quelli che prima erano quasi poveri…francamente ho il sospetto che queste cose le ha sempre fatte quando ha potuto. La colpa di Wall St. e’ di essere stata cosi’ sfacciata (quasi berlusconianamente sfacciata se mi permettete l’immagine) che la gente non ci crede piu’ , la colpa di Wall St. e’ che sta ammazzando l’American Dream.
We all think that we have our own opinions but really we just buy whatever story we are fed with
(Fonte: palbi)
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