gli ultimi 15gg al cinema
Vai al cinema convinto di vedere un film sopra le righe, eccentrico, visionario e non convenzionale e invece ti servono il piu’ banale dei polpettoni hollywoodiani, piatto, unimaginative e pieno di cliche’. The Rum Diary e’ tratto da un romanzo di Hunter Thompson come Paura e Delirio a Las Vegas, ha lo stesso protagonista (un Johnny Depp meno pimpante di tante altre volte) ma si sente la mancanza di quel talentaccio di Terry Gilliam alla regia e purtroppo della verve e originalita’ di quel film c’e’ poco o niente. Delusionissima
Altro film, altra delusione. J. Edgar e’ il biopic sulla vita di John Hoover, il controverso direttore dell’FBI che e’ stato alla guida del bureau per oltre 30 anni e lo ha trasformato da una sconosciuta agenzia governativa con pochi fondi nel nevralgico centro di potere che conosciamo oggi.

DiCaprio e’ alla ricerca di un ruolo da Oscar (che dopo 10 anni di grandi film si meriterebbe anche), ma questa volta sembra aver scelto il copione piu’ con la testa che con il cuore e, diversamente dai protagonisti dei biopic piu’ riusciti di questi ultimi anni (come il machiavellico Servillo/Andreotti de Il Divo o lo sprezzante Langella/Nixon di Frost/Nixon) non riesce a perdersi dentro il personaggio o a trovare una chiave di lettura davvero suggestiva. Alla regia Clint Eastwood fa un lavoro ben modesto: montaggio pasticciato con i piani temporali che si confondono, cinematografia spenta e su tutto quella caratteristica patina di pesantezza che nei suoi film migliori si traduce in una sensazione opprimente ma di incredibile ed intima profondita’ del racconto mentre in quelli non riusciti, come questo, puzza di vecchio come la canfora. Clint c’ha 80 anni suonati e ha ancora l’energia di sparare un film all’anno; c’e’ da augurarsi che nei prossimi 10 (o 20) ritrovi anche la pazienza e magari di film ne faccia di meno ma torni a sfornare roba di eccelsa qualita’ come ci aveva abituato.
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