palbi

A blog about how neat it is to live in NY and yet how much it sucks not to be in Italy
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Commenti recenti

  • Aprile 15, 2012 10:41 pm

    Lesson #87

    Gli americani forse non conosceranno la libidine di un panino con la nutella o quel senso di pace con il mondo che ti prende quando mangi un panino col salame ma c’e’ da dargli atto che in fatto di panini possiedono a loro volta una cultura ricca e articolata.

    Oggi voglio farvi da guida in un viaggio nell’intricato mondo del sandwich a stelle e strisce perche’ se e’ vero che sappiamo tutti cos’e’ un burger, un hotdog o un toast ci sono altre ghiotte varianti che meritano di essere conosciute. 

    Cominciamo giocando (quasi) in casa con il panini: “il” al singolare…1 panini, 2 paninis. E’ importante chiarire che in inglese panini non e’ un termine generico che equivale a sandwich ma identifica nello specifico una sorta di schiacciata scaldata alla piastra come quella nella foto qui a destra. Ingredienti tipici del panini includono formaggio fuso, tacchino e tuna melt.

    Mentre il panini e’ sostanzialmente piatto il club e’ multistrato. Piu’ precisamente si tratta di un sandwich con 2 ripieni posti tra 3 fette di pane tostato: fetta di pane - primo strato di ripieno (di solito tacchino) - altra fetta di pane - secondo ripieno (tipicamente bacon, lattuga, pomodoro) - terza e ultima fetta di pane.

    La cosa che assomiglia di piu’ ad un panino italiano probabilmente e’ il sub (o submarine) sebbene la notoria tendenza americana allo strafare spesso li porti a crearne versioni oblunghe e ipercicciute. Diciamo che il sub e’ un panino italiano che si e’ pompato di steroidi. Due piccole curiosita’: la prima e’ che il tipo di pane utilizzato per il sub si chiama roll (ve lo dico perche’ a me, per qualche motivo, questo utilizzo della parola roll non entrava mai in testa) ; la seconda e’ che ci sono molto varianti regionali del termine. Per esempio qui a NY normalmente si usa la parola hero (o anche italian hero) ma se chiedete in giro nessuno vi sa spiegare esattamente il perche’.

    Chiudo con una cosa che tecnicamente non e’ un panino, almeno per come lo concepiamo noi, ma che gli americani piazzano senza dubbio tra i sandwich, ovvero il wrap.  Il wrap e’ un “involtino” fatto con una tortilla o della pita arrotolata intorno a un ripieno di carne trita (beef, chicken), verdure, pomodoro, cipolla e formaggio. La versione messicana del wrap si chiama taco e credo che, in teoria, la differenza sia che il wrap viene fatto con la farina di frumento mentre il taco puo’ essere fatto anche con la farina di mais…in pratica, da quello che vedo, i 2 termini sono abbastanza intercambiabili e si usa uno o l’altro piu’ a seconda di dove si e’ a mangiare che della cosa che ci si trova nel piatto.

    Quanto a me, nonostante tutta questa varieta’ vi devo dire che un buon vecchio panino con il salame non lo batte ancora nessuno.

  • Marzo 23, 2012 1:06 am

    Lesson #86

    La lezioni di oggi e’ sull’inglese startupparo…ovvero sulla fatica che si fa a conciliare l’entusiasmo americano dove tutto e’ sempre un po’ awesome con il disincantato sguardo dell’italiano dove tutto e’ sempre un po’ merdina.

    Presente quando leggete un articolo sull’ultima storia di successo nella Silicon Valley ed e’ tutto un gran parlare di rockstar, visionary e hackers? Mo’ vi spiego come vanno tradotti questi termini in italiano corrente e qual e’ il giusto peso che gli va dato.

    Prendete rockstar per esempio. Uno si pensa chissa’ che cosa ma in italiano direi che l’espressione corrispondente potrebbe essere “E’ uno valido”. Niente di piu’, niente di meno.

    Poi c’e’ il guru, termine che indica oltre a performance da rockstar anche una certa credibilita’ ed esperienza nel proprio settore. In italiano quella volta su 10 che siamo in vena di complimenti diremmo “E’ uno stimato” , le altre 9 volte butteremmo li’ qualcosa tipo “Nel giro lo conoscono tutti”

    Tra tutte queste espressioni la mia preferita in assoluto probabilmente e’ visionary. Le prime volte quando vedevo che qui la gente si descrive senza vergogna come visionary nel profilo di linkedin scuotevo la testa e pensavo “si, questo e’ visionario per davvero…nel senso che c’ha le visioni”. Poi col tempo, piu’ o meno nello stesso momento in cui mi rendevo conto che awesome non vuol dire proprio fantastico ma piuttosto qualcosa tipo “beh non fa neanche schifo”, ho imparato a dare il giusto peso e interpretare visionary piu’ modestamente come creativo  o innovativo. Cose che uno puo’ scrivere di se’ senza imbarazzi anche in italiano.

    Quelli che si divertono di piu’ con questi titoli di fantasia sono sicuramente i developer perche’,  in fondo in fondo (o anche non troppo in fondo) il developer resta sempre un bambinone. E quindi giu’ che si va con i vari hacker, ninja o sniper. In questo caso in italiano si utilizza abbastanza universalmente il termine smanettone. Cosa poi significhi esattamente smanettone sul piano etimologico e di che manetta si sta parlando e’ un’altra di quelle cose che non so di preciso, e forse e’ un bene che continui ad essere cosi’. 

  • Marzo 11, 2012 12:06 pm

    Lesson #85

    Noi c’abbiamo i colmi e le barzellette con l’Italiano, il francese ed il tedesco al bancone del bar. Gli Americani rispondono con “That’s what she said” e i “Knock knock. Who’s there?”

    That’s what she said (tradotto “e’ quello che dice lei”) e’ un estemporaneo e un po’ caustico riferimento al coito che l’americano medio inserisce nella conversazione giusto quelle 4-5 volte al giorno. Insomma quel tipo di umorismo intellettuale ed alto che ci ha portato capolavori indimenticabili come Porky’s e American Pie

    Funziona piu’ o meno cosi’:

    This thing is getting harder and harder…That’s what she said ; Can I get 2 of them?…That’s what she said ; I was asleep during the whole thing…That’s what she said

    Non so se lo sapete ma gli americani non superano mai veramente l’eta’ della stupidera quindi se volete passare per quelli spiritosi piazzate un “that’s what she said” ad minchiam nel mezzo di qualsiasi conversazione e vedrete che il vostro interlocutore provvedera’ in maniera autonoma ad identificare il possibile doppio senso senza che voi dobbiate neanche fare lo sforzo di pensare a un collegamento logico. Altra cosa interessante e’ che il “That’s what she said” viene sdoganato in circostanze dove in Italia sarebbe impensabile fare un riferimento di questo tipo. Non dico che sia una battuta da country club  ma non stupitevi se la sentite da una casalinga di mezza eta’ che e’ sugli spalti a vedere i figli giocare a pallone. 

    La seconda tipologia di battuta e’ il “Knock, knock. Who’s there?” che e’ decisamente piu’ premeditato del “That’s what she said” e che io personalmente detesto perche’ richiede tutto un rituale interattivo per cui a volte mi manca proprio la motivazione. Funziona cosi’:

    Barzellettiere ‘mmericano: Knock, Knock (toc toc)

    Malcapitato ascoltatore: who’s there ? (chi c’e’?)

    Barzellettiere: Frase interlocutoria

    Malcapitato ascoltatore: Richiesta di chiarimenti

    Barzellettiere: Punchline da morire dalle risate (o piu’ spesso punch line che ti fa venire voglia di tirargli un punch in the face)

    Mo’ vi faccio un esempio nel caso la spiegazione teorica fosse poco chiara

    Barzellettiere: Knock Knock?

    Ascoltatore: Who’s there?

    B: Atch?

    A: Atch Who?

    B:Bless you

    Perche’ Atch Who suona come l’ecciu’ dello starnuto, no? Si, lo so rabbrividite tutti insieme a me alla freddura.

    Insomma, in materia di umorismo gli americani e’ questo che c’hanno da offrire. Perche’ da 20 anni e passa ci ostiniamo a importare le loro sit-com resta un po’ un mistero.

  • Febbraio 15, 2012 10:54 pm

    Lesson #84

    Sapete di cosa si sente la mancanza in questo mondo triste e scuro? Di un po’ di sana, vecchia tenerezza! E per questo oggi il nostro corso di inglese si prende l’incarico di portare nelle case degli affezionati lettori una pillolina poliglotta di dolcezza. 

    Ad aiutarci sono, come spesso accade, i nostri amici a 4 zampe, di cui a suo tempo abbiamo gia’ imparato i versi e come si fanno chiamare quando stanno in compagnia.

    Oggi, invece, parliamo di come si chiamano quando ancora sono cuccioli. 

    Il termine piu’ generico probabilmente e’ cub che si puo’ usare un po’ per tutto, dai leoncini, agli orsacchiotti fino ai castorini. Per pulcini, pollastrelle, passerotti e altri pennutti in fasce, invece, si usa il termine chick. Mentre per gli animali di taglia maxi (come mucche, elefanti e giraffe) la parola piu’ appropriata e’ calf.

    I cuccioli di cane - come questa faccia da schiaffi qui sotto -si chiamano puppies o pups.   Isn’t he cute?

    I micetti - vedi il tenerello nella foto - si chiamano kittens. Adorbz!


    E per finire eccovi un mortadellissimo maialino o, come si dice in inglese, piglet.


    Con questi che vi ho detto ve la dovreste cavare nel 99% dei casi ma, per chi e’ in vena di approfondimenti, vi lascio questo link dove trovate un elenco completo dei cuccioli, animale per animale 

  • Gennaio 22, 2012 5:05 am

    Lesson #83

    Bizzarrie della lingua inglese.

    “Buffalo buffalo Buffalo buffalo buffalo buffalo Buffalo buffalo” e’ una frase di senso compiuto e grammaticalmente corretta.

    A me suonava oscura ma con alcune precisazioni il significato si chiarisce immediatamente.

    Buffalo (con la B maiuscola) e’ il nome di una fredda cittadina dello stato di New York a poche miglia dal confine con il Canada, famosa quasi soltanto per come cucinano le ali di pollo fritte (le cosiddette Buffalo wings, per l’ appunto). Da notare che, come nel caso delle appena citate Buffalo wings o della New York pizza, quando c’e’ di mezzo una citta’ le regole del genitivo sassone si vanno a far benedire e la s con l’apostrofo (’s) si puo’ tranquillamente omettere. 

    Buffalo (nel senso di bisonte) al plurale fa…buffalo. Un buffalo, 2 buffalo, 3 buffalo…oppure anche buffaloes, eh

    Buffalo, infine, e’ anche un verbo che significa bulleggiare, intimorire. 

    Vi ricordo un’ ultima cosa e poi dovreste avere tutte le informazione per decifrare la frase degli 8 buffalo. Le proposizioni relative in inglese possono essere introdotte da that, da which…oppure da niente perche’ qui non piace sprecare fiato o inchiostro quando non e’ strettamente necessario.

    Adesso dovreste averlo capito, no? Cosa vuol dire“Buffalo buffalo Buffalo buffalo buffalo buffalo Buffalo buffalo” ?