Visto che ormai siamo agli sgoccioli e che ve l’avevo promesso ecco qua l’imperdibile lezione d’inglese sul lessico natalizio.
Ho diviso il post in 3 parti che sono i capisaldi di ogni Natale che si rispetti: i regali, le decorazioni e i dolci. Si ok, poi ci sono anche la famiglia, il volersi bene e la pace nel mondo ma, per brevita’, in questo post ci focalizziamo solo sulle cose veramente importanti.
Babbo Natale qui si fa chiamare Santa Claus o semplicemente Santa. L’espressione Father Christmas esiste ma sinceramente non l’ho mai sentita usare nella vita reale…chissa’, forse in Inghilterra. Se hai fatto il bravo il vecchiardo ti riempie la calza (stocking) di regali. Tant’e’ vero che stocking stuffer e’ un modo comune di indicare un pensierino. Se, invece, hai fatto il cattivo ti meriti coal & switches, dove coal e’ il carbone e switches un mazzo di rametti con cui ti prende a sculacciate. Poi, ahime’, si diventa grandi, Santa ti leva dalla sua lista e i regali non solo tocca andare a comprarseli…ma, strazio degli strazi, pure impacchettarli con la carta regalo (wrapping paper) e farci il fiocco (bow o curly brow se e’ uno di quelli ricciolini).

Il capitolo sulle decorazioni lo cominciamo con il xmas tree. Le cose che si appendono all’albero (palle, angioletti, nutcrackers, etc..) si chiamano genericamente ornament. Le palle, in particolare, si chiamano baubles o piu’ semplicemente balls mentre i festoni che si fanno girare intorno ai rami si chiamano garland o tinsel. L’altro classico del Natale e’ il presepe ma, siamo franchi, qui non lo fa veramente nessuno. Giusto per amore di nozionistica, la traduzione in inglese e’ crib…o manger…o nativity. E, insomma, siccome non e’ una cosa comune non si puo’ neanche dire che una parola venga usata piu’ comunemente delle altre. I personaggi del presepe si traducono tutti piu’ o meno letteralmente dall’italiano (baby jesus, virgin mary, donkey & ox) con la sola eccezione dei re magi che normalmente vengono chiamati i 3 wise men. Per chi ha il pollice verde, infine, citiamo le decorazioni floreali: la stella di natale ha un nome che io ho sempre trovato simpatico (poinsettia) , il vischio viene tradotto in mistletoe e le corone da appendere alla porta si chiamano garland esattamente come i festoni dell’albero o wreath (come mi suggeriscono dalla regia)

Dopo i regali e le decorazioni passiamo alla parte piu’ attesa da tutti (con l’acquolina in bocca)! Non ci saranno pandori e panettoni (mannaggia) ma anche qui Natale e’ sinonimo di leccornie e sfiziosita’. I dolci simbolo probabilmente sono i bastoncini zuccherati bianchi e rossi (candy canes) e i biscotti allo zenzero a forma di omino (gingerbread man) ma non dimentichiamoci anche gli s’mores con i marshmallows, i peppermint bark con menta e cioccolato ed i popcorn canditi. E adesso che mi sono fatto venire l’acquolina da solo vado a far saltare 4 caldarroste che magari non saranno proprio un simbolo del Natale ma a dicembre ci stanno sempre bene.
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