Dark Shadows e la mia personale raccomandazione agli autori di Beautiful
Tim Burton alle prese con una soap opera non mi sarei mai immaginato di vederlo.
Certo Dark Shadows e’ un film gotico, grottesco ed inequivocabilmente burtoniano nello stile ma altrettanto inequivocabilmente e’ una soap opera con tutti i crismi: Johnny Depp nel ruolo di Rigge il vampiro sciupafemmine, Michelle Pfeiffer che e’ la Stefani Forester della situazione e Eva Green che fa Alexis ‘a pazza
Il risultato sono un paio d’ore di buon intrattenimento. Non andrà dritto in cima alla lista dei capolavori di Tim Burton ma si fa guardare più che volentieri
Piu’ interessante ancora del film, pero’, e’ la storia originale di Dark Shadows, una serie tv andata in onda alla fine degli anni ‘60 e di cui Tim Burton era fan da ragazzino. Il NY Times l’altro giorno aveva un articolo dove raccontava che la serie era nata come una soap opera tradizionale ma dopo le prime puntate gli autori - sull’orlo del licenziamento a causa dei pessimi ascolti - hanno deciso di giocarsi la carta della disperazione e hanno introdotto il personaggio del vampiro.
Tipo, ve lo immaginate se in Beautiful, a un certo punto, invece del gemello cattivo o del personaggio che si credeva morto e invece no tirassero fuori uno zombie? Se ci pensate bene il livello di realismo sarebbe più o meno lo stesso…pero’ quanto più fico sarebbe!!!

Il film sorprendentemente evita di cavalcare quest’onda paracula…anche se, ad essere onesto, io ho qualche dubbio che si tratti di una scelta consapevole di regista e produttori. Il fatto e’ che e’ venuto fuori un lavoro cosi’ insulso, superficiale e sfilacciato che si fa fatica a trovarci qualsiasi elemento di interesse. I dialoghi sono piatti, le scene d’azione loffe, l’adattamento della sceneggiatura salta di palo in frasca senza creare collegamenti tra una scena e l’altra e gli attori, anche se non sono pessimi, ciccano tutte (e dico tutte) le scene chiave. Mediocrita’…neanche di quella aurea.

Che delusione
I registi moderni c’hanno questa cosa che devono mescolare i piani temporali ad minchiam che se no pensano che i film diventano banali. Noi spettatori da anni ci sottoponiamo rassegnati alla tortura del flashback e del fastforward ma io adesso dico basta, a questo gioco al massacro non ci sto piu’. Per un buon 25 minuti sono stato convinto che la
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