gli ultimi 15gg al cinema
The Woman in Black e’ il piú canonico dei film horror, con tanto di fantasma, casa stregata ed eroe solitario. Di conseguenza nei primi 45 minuti annoia perché non si inventa proprio niente di nuovo, ma negli ultimi 45 ti tiene incollato alla poltrona perché, ammettiamolo, i vecchi horror non li batte nessuno. Daniel Radcliffe se la cava egregiamente, anche se a volte ti viene voglia di gridargli “Tira fuori la bacchetta, tira fuori la bacchetta” e il film nel complesso si prende un bel 6 e 1/2. Fra l’altro davvero splendidi gli esterni girati tra le nebbie e i miasmi delle spettrali paludi dell’Essex

Shame e’ la storia di due personalita’ patalogiche: fratello sessuomane e pippaiolo, sorella svaporata e con tendenze maniaco depressive. Sullo sfondo una New York divoratrice di anime. Allegria! Fra l’altro il film e’ stato girato quasi interamente in un raggio di 10 isolati da casa mia…cosa che non mi sorprende piu’ ma che, comunque, ti lascia sempre una strana impressione mentre sei seduto in sala e vedi sostanzialmente gli stessi sfondi che hai visto camminando da casa al cinema
Che delusione
I registi moderni c’hanno questa cosa che devono mescolare i piani temporali ad minchiam che se no pensano che i film diventano banali. Noi spettatori da anni ci sottoponiamo rassegnati alla tortura del flashback e del fastforward ma io adesso dico basta, a questo gioco al massacro non ci sto piu’. Per un buon 25 minuti sono stato convinto che la
Di 
Quando ho sentito del film su Marilyn il timore era di vedere l’ennesima sgallettata che le fa il verso in stile Valeria Marini al Bagaglino…anche perche’ 
Vai al cinema convinto di vedere un film sopra le righe, eccentrico, visionario e non convenzionale e invece ti servono il piu’ banale dei polpettoni hollywoodiani, piatto, unimaginative e pieno di cliche’. 
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