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A blog about how neat it is to live in NY and yet how much it sucks not to be in Italy
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  • Novembre 2, 2011 10:02 am

    gli ultimi 15gg al cinema

     Midnight in Paris  e’ uscito nelle sale praticamente 4 mesi fa’ ma io ho aspettato fino adesso a vederlo fiducioso che all’Angelika un film di Woody Allen non lo tolgono dalla rotazione a meno che sia gia’ uscito quello successivo. E infatti, nonostante non sia piu’ nuovo, anche l’altra sera la sala era praticamente piena. 

    Film grazioso che racconta la storia di uno scrittore americano in crisi di ispirazione e con una fidanzata che non ama mentre trascorre una settimana di vacanza a Parigi. Magia del cinema, ogni giorno allo scoccare della mezzanotte, il nostro protagonista si ritrova, senza una spiegazione, catapultato nella Parigi degli Anni 20 dove fa amicizia con i suoi idoli letterari Fitzgerald e Hemingway e incontra molti altri grandi di quell’epoca d’oro. Woody Allen ha palesemente scritto questo personaggio pensando a se stesso ma ha poi deciso di affidarlo, per evidenti ragioni anagrafiche, a un Owen Wilson che, oltre a essere ormai pappa e ciccia con valeriascrive, e’ bravo e relatable…per quanto faccia lo stesso un po’ specie  vederlo scimmiottare i manierismi e sentirlo parlare con le parole di Woody. Nel complesso il film, come dicevo, e’ grazioso ma non bello come mi aspettavo (ho sentito in tanti descriverlo come uno dei favoriti per gli Oscar). Quando Woody Allen era Woody Allen i suoi film non erano solo storie piacevoli e raccontate con ironia ed eleganza ma anche uno sguardo originale e acuto sui cambiamenti, i problemi, le incoerenze e le nevrosi della societa’ contemporanea. Oggi pare proprio che dobbiamo accontentarci ma, rispetto alla totale crisi di ispirazione in cui era caduto qualche anno fa’, devo dire che e’ sempre un bell’accontentarsi.

    Margin Call e’ una storia sull’1% . Racconta le vicende di una grande banca d’affari nelle 24h che hanno preceduto il crollo dei mercati finanziari del 2010: la rapacita’, il cinismo e l’assenza di scrupoli con cui perdite per miliardi di dollari sono state consapevolmente e criminalmente riversate sui piccoli risparmiatori vengono esposti ne’ con rancore ne’ con retorica ma con clinica chiarezza. Alla regia c’e’ l’esordiente J.C. Chandor,  da cui devo dire di essere rimasto veramente impressionato. Dirige con stile essenziale e piglio da veterano un cast che metterebbe soggezione a molti tra cui spiccano l’intenso Jeremy Irons, nel ruolo del glaciale ma famelico amministratore delegato, e un enigmatico Kevin Spacey, che interpreta un personaggio in (parziale) crisi di coscienza. Non solo, se e’ vero (come riporta imdb) che il budget complessivo del film e’ poco piu’ di mezzo milioni di dollari e’ anche riuscito nell’impresa di farli lavorare tutti al minimo sindacale. Che, fra l’altro, mi sembra anche una cosa molto appropriata.