La storia di Superamit

Vi racconto questa storia che e’ bella. A modo suo.
Superamit e’ il nickname del ragazzo ritratto nella foto qui sopra: di nome fa Amit Gupta, penso abbia sui 30 anni (forse qualcuno di meno), e’ americano ed e’ un imprenditore di successo. Si descrive dicendo che e’ ottimista, che internet e’ la sua passione e che il suo mestiere e’ cercare di aiutare la gente a divertisi di piu’.
Insomma un figo…di quelli che a 20 anni avevano gia’ conquistato il mondo, una di quelle storie che sembrano uscite da un telefilm e che succedono solo a NY o nella Silicon Valley e che quando le riporta un telegiornale italiano le ascolti sempre con un po’ d’incredulita’.
Attualmente Superamit e’ il CEO di Photojojo , una community per gli appassionati di fotografia con uno store che e’ talmente una chicca che io vi sfido a trovare un sito dove vendono gadget piu’ sfiziosi in tutto l’interweb. Assortimento ganzissimo, prezzi convenienti, consegne veloci e affidabili, customer service che piu’ gentile non si puo’… l’ultima volta che ho comprato qualcosa mi hanno addirittura nascosto un dinosauro nel pacco che mi hanno mandato…dico io, uno cosa puo’ volere di piu’ !
Ma non perdiamo il filo che vi stavo raccontando una storia. Il nostro Superamit un paio di settimane fa si sente poco bene e decide di andare dal medico per capire che cos’ha, se e’ un’influenza, un’allergia o magari solo un po’ di stanchezza da iper-lavoro. E, invece….zac, arriva la botta. Superamit scopre da un giorno all’altro di avere la leucemia e viene ricoverato d’urgenza in ospedale dove deve cominciare immediatamente un ciclo di chemio per scongiurare il peggio.
Lo so, e’ una storia amara…su come non lo sai mai quello che la vita ti riserva: prima ti spalanca tutte le porte e poi, senza preavviso, si presenta a chiederti il conto e ti fa pagare anche gli interessi.
Ma la storia non finisce qui. C’e’ un altro pezzo che vi volevo raccontare e che dimostra una volta di piu’ che strumento incredibile e’ internet e che non e’ fatto soltanto di gente che passa la giornata a ficcanasare tra le foto degli amici degli amici su facebook o dalle fashion blogger che non stanno bene se non postano la foto della borsetta coordinata col calzino. Superamit e’ uno che grazie alla passione per internet ha stretto centinaia di amicizie e si e’ guadagnato l’ammirazione di migliaia di persone. Appena la notizia si e’ saputa il web si e’ mobilitato ed in rete e’ scattata la gara della solidarieta’…e vi devo dire che e’ davvero una cosa bella da vedere. La prima iniziativa l’hanno fatta scattare quelli di Postagram, altro servizio fichissimo che serve per spedire le foto che hai sul telefonino come cartoline: 2 click sul cellulare, paghi i tuoi bei 99c e la cartolina viene imbucata il giorno dopo. Siccome a Superamit piacciono le fotografie e le stanze d’ospedale notoriamente non sono tra i posti piu’ allegri, l’idea era quella di sommergerlo di cartoline da tutto il mondo, con postagram che ovviamente si e’ fatta carico di tutte le spese di stampa e spedizione. Io gli ho mandato questa foto del mio bel paesello (a cui sono affezionato per tante ragioni).
Ma Postagram era solo l’inizio. Il bello e’ arrivato poi. Per salvarsi, Superamit ha bisogno di un trapianto di midollo osseo (bone marrow). Trovare un donatore compatibile gia’ non e’ facile ma - come vedete dalla foto - il nostro Superamit non e’ proprio wasp e per le minoranze diventa davvero un’impresa. Negli Stati Uniti, infatti, per una persona di origine indiana (o South Asian come si dice in politichese corretto) le probabilita’ di trovare un donatore compatibile sono 1 su 20,000.
0.005% non e’ zero e internet e’ piu’ che intenzionato a battere le statistiche e salvare la vita di Superamit reclutando per il National Marrow Donor Program ogni cittadino originario di India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Maldive o Nepal che si trovi a portata di mouse. Il primo test di compatibilita’ si fa da casa, in 5 minuti, con un kit che ti viene spedito per posta e contiene una specie di cotton fioc da sfregare all’interno della guancia. Sono giorni che la mia timeline di twitter e la dashboard di tumblr stanno letteralmente straripando di appelli. Centinaia, migliaia di messaggi che vengono ritwittati nella speranza di raggiungere quella persona tra 20,000 che puo’ salvare la vita di Superamit. C’e’ chi si e’ offerto di pagare $10,000 al donatore (una roba magari un po’ discutibile ma che, siccome non e’ fatta con quello spirito li’, io trovo piu’ che legittima), chi organizza feste dove c’e’ uno stand per fare il test e chi vuole partire per l’India e reclutare partecipanti al programma direttamente in loco. Robe che sinceramente toccano il cuore.
Onestamente non e’ che mi aspetti che ci siano chissa’ quanti Indiani, Pakistani, Srilankesi e Maldivani alla lettura di questo blog…pero’, se c’e’ una cosa che ho imparato, e’ che le vie del web sono infinite e mi sembra solo che giusto diffondere l’appello anche da qui. Se volete fatelo anche voi che resta ancora un ultimo capitolo da scrivere in questa storia e qui si fa tutti il tifo per un lieto fine.
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